{"id":159755,"date":"2019-09-25T15:46:43","date_gmt":"2019-09-25T13:46:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cicloturismo.it\/?p=159755"},"modified":"2019-09-25T15:46:43","modified_gmt":"2019-09-25T13:46:43","slug":"viaggio-in-maremma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/?p=159755","title":{"rendered":"Viaggio in Maremma"},"content":{"rendered":"<p><strong>L\u2019IDEA<\/strong><br \/>\nL\u2019idea iniziale \u00e8 di Alberto, che ormai da anni ha il chiodo fisso del viaggio in bicicletta, ma che finora non \u00e8 riuscito a trovare lo spunto per partire, tra impegni, senso del dovere o piuttosto del rimorso che prover\u00e0.<br \/>\nMa stavolta sembra la volta giusta, parla del suo progetto di viaggio durante una riunione dell\u2019associazione Ciclo Stile e, sorpresa, Danilo e Mirko si interessano all\u2019idea e decidono di partire anche loro.<br \/>\nDurante il viaggio sia Danilo che Mirko chiederanno ad Alberto se la loro presenza ha rovinato l\u2019idea iniziale del viaggio in solitaria; ebbene s\u00ec, sono state due presenze ingombranti, due straordinarie, impagabili presenze ingombranti.<br \/>\nIl progetto \u00e8 quella di scavalcare l\u2019Appennino per un quasi coast to coast in una parte d\u2019Italia non molto pubblicizzata, fatta di piccoli borghi, strade scarsamente trafficate, paesaggi ancora poco contaminati.<br \/>\nMarche, Umbria, Lazio e Toscana le regioni da attraversare, con il promontorio dell\u2019Argentario a fare da punto di svolta.<\/p>\n<p><strong>LE BICI<\/strong><br \/>\nL\u2019idea base \u00e8 quella di spendere il meno possibile, per cui occorre riadattare ed equipaggiare le biciclette che usiamo tutti i giorni per spostarci in citt\u00e0 (Danilo city bike, Mirko e Alberto mountain bike). Montiamo il portapacchi e ci facciamo prestare le borse da viaggio. Una controllata generale e via, pi\u00f9 semplice di cos\u00ec\u2026<\/p>\n<p><strong>LA PARTENZA<\/strong><br \/>\nLa partenza \u00e8 stata piuttosto dibattuta, perch\u00e9 il purista Danilo vuole partire in bici direttamente da Macerata, mentre Mirko, orario dei treni alla mano, mostra che per il ritorno non c\u2019\u00e8 una corsa che li possa riportare a casa. Danilo a malincuore cede e cos\u00ec, dopo il ritrovo di rito di fronte alla sede dell\u2019associazione Ciclo Stile, si caricano le bici in macchina e si arriva a Fabriano.<\/p>\n<p><strong>Il ritrovo di fronte alla sede di Ciclo Stile<\/strong><br \/>\nAlle 8.30 del 26 aprile finalmente si mettono le ruote in terra e si comincia l\u2019avventura.<\/p>\n<p><strong>PRIMO GIORNO: FABRIANO-TODI<\/strong><br \/>\nDa Fabriano la prima destinazione \u00e8 Fiuminata, passando per Cancelli e Campodonico. Di macchine neanche l\u2019ombra, strada perfetta, paesaggio splendido, molto freddo, vento sempre contro.<\/p>\n<p>Arrivati a Fiuminata, dopo un breve tratto in pianura si sale per il passo del Cornello, salita bella e leggera, con le cime l\u00ec vicine spruzzate della neve caduta il giorno prima.<\/p>\n<p>Facciamo uno spuntino e ripartiamo, lasciamo le nostre Marche ed entriamo in provincia di Perugia. Scendiamo fino a Nocera Umbra<\/p>\n<p>Ancora piuttosto segnata dal terremoto del 1997 e poi prendiamo la Flaminia, l\u2019antica e solitaria via che scorre nella Val Topina a fianco della superstrada.<\/p>\n<p>Giunti a Foligno ritroviamo segnali di civilt\u00e0 (non ne sentivamo la mancanza) ma anche tanti cittadini che si spostano in bici. La cosa ci fa ovviamente molto piacere; piacere che aumenta molto quando vediamo che la citt\u00e0 ospiter\u00e0 tra due settimane il Giro d\u2019Italia. Subito parte l\u2019idea di venire a vedere il Giro in sella alle nostre bici da corsa.<\/p>\n<p>Usciamo da Foligno e ci dirigiamo verso Bevagna lungo una comoda e poco trafficata strada che scorre a fianco del fiume Topino; l\u2019antica Mevania ci regala un tuffo nel passato medievale, con il suo centro storico ancora intatto e la bellissima piazza.<\/p>\n<p>Ripartiamo e saliamo per il colli Martani (bellissimi vigneti), passando per l\u2019abitato di Bastardo (foto obbligatoria al cartello stradale);\u00a0quando le forze cominciano a mancare e la fame a farsi sentire intravediamo la sagoma inconfondibile di Todi.<\/p>\n<p>Dopo la ripida discesa verso la periferia chiediamo a una pattuglia di vigili urbani la strada per arrivare in centro. Svogliatamente ci indicano una deviazione, che prendiamo fiduciosi; la fiducia comincia a vacillare quando vediamo un cartello stradale che indica pendenza al 18%. Speriamo sia solo uno strappetto, in realt\u00e0 sono quasi due chilometri di pura sofferenza, che ci vedono augurare alle sorelle dei vigili urbani tutto il bene possibile.<\/p>\n<p>Arriviamo in centro sfiniti e per fortuna troviamo ad accoglierci un convento di suore che fa ospitalit\u00e0.<\/p>\n<p><em>Viaggio:<\/em> 110 km<br \/>\n<em>Ascesa:<\/em> 1725<br \/>\n<em>Dormire:<\/em> casa per ferie Monastero SS. Annunziata (Todi). 25 euro a testa camera tripla, semplice ed accogliente<br \/>\n<em>Mangiare:<\/em> ristorante Jacopone, cibo buono, prezzi equi, ambiente un po\u2019 triste<\/p>\n<p><strong>SECONDO GIORNO: TODI-PITIGLIANO<\/strong><br \/>\nDopo aver depredato la colazione offerta dalle suore nel bellissimo refettorio\u00a0ripartiamo scendendo da Todi e incontrando subito il Tevere, che ci accompagna fino al lago di Corbara lungo un bellissimo tracciato che scorre in una gola.<\/p>\n<p>Abbandonato il lago prendiamo la deviazione per Lubriano. La strada si inerpica ma alla fatica corrisponde la visione di paesaggi molto belli. Paesaggio che diventa splendido quando arriviamo al piccolo paese di Lubriano, da cui possiamo godere di una vista incomparabile su Civita di Bagnoregio e sulla valle dei calanchi.<\/p>\n<p>Foto e panino, si riparte, salendo ancora un po\u2019 fino ad arrivare finalmente in vista del lago di Bolsena.<\/p>\n<p>Lungo il lago facciamo uno dei pochissimi tratti in pianura che ci sono capitati finora, ma poi si devia e si risale in direzione di Gradoli e poi Pitigliano.<br \/>\nVediamo le indicazioni stradali per Saturnia e le sue terme all\u2019aperto. La tentazione \u00e8 grande ma la deviazione ci porterebbe troppo fuori mano.<br \/>\nLa vista di Pitigliano, appena arrivati, \u00e8 incomparabile. Prendiamo possesso della nostra camera, lasciamo i bagagli e non contenti dei chilometri gi\u00e0 nelle gambe ripartiamo per Sovana (bellissima), le vie cave e le necropoli etrusche.<\/p>\n<p><em>Viaggio:<\/em> 86 km (pi\u00f9 16 km per andare a Sovana)<br \/>\n<em>Ascesa:<\/em> 1399<br \/>\n<em>Dormire:<\/em> Rosanna Camilli Camere (Pitigliano). 25 euro a testa camera tripla con cucina. Colazione un po\u2019 scarsetta per ciclisti affamati<br \/>\n<em>Mangiare:<\/em> Il Grillo (Pitigliano), pici buonissimi, prezzo equo, ambiente caratteristico e ottimo servizio<\/p>\n<p><strong>TERZO GIORNO: PITIGLIANO-PESCIA ROMANA<\/strong><br \/>\n\u00c8 il giorno in cui dovremo arrivare al mare, finalmente. Entriamo ufficialmente in Maremma. La strada da Pitigliano verso il Tirreno \u00e8 tutta in discesa o pianura, tranne una bella salita che porta a Manciano. Dal paese si dovrebbe vedere un panorama splendido, ma il cielo si era gi\u00e0 chiuso alla mattina e ora comincia a piovere.<\/p>\n<p>Non ci scoraggiamo certamente e arriviamo all\u2019Argentario passando per Albinia. Piove e i campeggi vuoti non trasmettono quell\u2019allegria che pensavamo di provare alla vista del mare.<br \/>\nArrivati in prossimit\u00e0 del promontorio si impone la decisione: andare a Orbetello e poi ritornare sulla terraferma passando per Porto Ercole oppure fare il giro panoramico dell\u2019Argentario? Manco a dirlo si sceglie la seconda opzione. Saliamo per una strada piuttosto stretta e trafficata fino a Porto S. Stefano, facciamo pranzo col solito panino e ripartiamo per la strada panoramica, che \u00e8 veramente bellissima, con scorci stupendi sulla costa sottostante e sull\u2019isola del Giglio. Alla bellezza corrisponde la difficolt\u00e0, infatti la strada si restringe e diventa per 4 km sterrata. Con mountain bike professionali sarebbe un gioco da ragazzi, ma con le nostre bici e i bagagli \u00e8 un\u2019altra cosa. Ma il divertimento resta.<\/p>\n<p>Scendiamo in picchiata verso Porto Ercole e ci dirigiamo verso il Tombolo della Feniglia, il braccio di sabbia e terra che chiude a sud la laguna di Orbetello. Si tratta di una bellissima pineta, dove vediamo con nostra grande sorpresa uccelli di tutti i tipi, daini, cinghiali\u2026la scoperta vale da sola il viaggio!<br \/>\nRitornati in terraferma dobbiamo fare 1 km di superstrada per arrivare ad Ansedonia e prendere una bella strada litoranea che passa accanto al lago di Burano, una riserva WWF con magnifiche fioriture spontanee.<\/p>\n<p>La strada \u00e8 tutta dritta e piana e i colori molto belli, ma la fatica, la fame e soprattutto la sete si fanno sentire. Appena passato il confine tra Toscana e Lazio troviamo l\u2019indicazione di un agriturismo e imploriamo di avere un pasto e un letto. Richiesta accolta!<\/p>\n<p><em>Viaggio:<\/em> 126 km<br \/>\n<em>Ascesa:<\/em> 1570<br \/>\n<em>Dormire e mangiare:<\/em> Corte degli struzzi (Pescia Romana): 30 euro a testa in camera tripla, cena ottima, genuina e abbondante, come la colazione. Accoglienza molto cordiale e informale, tutto bello e buono.<\/p>\n<p><strong>QUARTO GIORNO: PESCIA ROMANA-FABRIANO<\/strong><br \/>\nUltimo giorno di viaggio, i chilometri percorsi cominciano a farsi sentire e l\u2019idea del ritorno a casa smorza un po\u2019 l\u2019entusiasmo, per cui si decide di modificare il tragitto inizialmente pensato (arrivare a Orvieto) per una pi\u00f9 comoda e corta soluzione, ossia terminare il viaggio in bici a Viterbo e da l\u00ec prendere il treno per Orte e poi per Fabriano.<br \/>\nLa prima parte del tragitto non \u00e8 affatto piacevole, perch\u00e9 usciti da Pescia Romana si devono fare circa 10 km di Aurelia. Siamo fortunati perch\u00e9 nel momento in cui passiamo noi il traffico \u00e8 piuttosto scarso. Con tanto spazio a disposizione si potrebbe trovare il modo di fare una stradina litoranea! Ma forse il problema sta nella massiccia costruzione che vediamo alla nostra destra, quella che doveva essere la centrale nucleare di Montalto di Castro, mai messa in funzione. Finalmente usciamo a Montalto e prendiamo la via di Tuscania. Strada ampia e pianeggiante, circondata solamente da campi di grano a perdita d\u2019occhio.<\/p>\n<p>Tuscania ha un bel centro storico con una splendida terrazza sulla vallata sottostante, ma ci delude a causa della chiusura dei suoi due monumenti pi\u00f9 insigni, le chiese romaniche fuori citt\u00e0.<\/p>\n<p>Ripartiamo per Viterbo, altra strada circondata dal nulla. Mirko si ricorda che a Viterbo ci sono terme pubbliche all\u2019aperto, che con un colpo di grande fortuna capitano proprio sulla nostra strada. Vendichiamo cos\u00ec la defaillance di Saturnia.<\/p>\n<p>Con il tipico odore di zolfo addosso risaliamo in bici ed entriamo a Viterbo. Altro colpo di fortuna: nel centro storico, gi\u00e0 molto bello, \u00e8 in corso la festa dei fiori che danno un tocco magnifico alle architetture medievali.<\/p>\n<p>Alle 18.30 prendiamo il treno per Orte e da l\u00ec per Fabriano. Alle 23.30 tocchiamo di nuovo la terra marchigiana e torniamo a casa in macchina.<\/p>\n<p><em>Viaggio (in bici):<\/em> 62 km<br \/>\n<em>Ascesa:<\/em> 853 m<br \/>\n<em>Chilometri complessivamente percorsi:<\/em> 409<br \/>\n<em>Ascesa totale:<\/em> 5547 m<\/p>\n<p><strong>CHE DIRE?<\/strong><br \/>\nIl sogno si \u00e8 avverato, e adesso non si pu\u00f2 pi\u00f9 smettere di sognare. L\u2019affiatamento e la complicit\u00e0 che si sono creati durante il viaggio sono uno stimolo fortissimo a progettare nuove avventure, perch\u00e9 effettivamente di una piccola avventura si \u00e8 trattato. Abbiamo speso pochissimo (si potrebbe spendere anche di meno), ci siamo regolati grazie alle cartine o chiedendo indicazioni (gps che?), abbiamo scoperto scorci impagabili. Solo la bici, in quattro giorni, ti pu\u00f2 regalare queste soddisfazioni.<br \/>\nAlla prossima\u2026<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019IDEA L\u2019idea iniziale \u00e8 di Alberto, che ormai da anni  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":159756,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[48,11],"tags":[],"class_list":["post-159755","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-appunti-di-viaggio","category-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159755","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=159755"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/159755\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=159755"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=159755"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=159755"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}