{"id":219988,"date":"2023-09-22T22:28:29","date_gmt":"2023-09-22T20:28:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cicloturismo.it\/?p=219988"},"modified":"2023-09-22T22:28:29","modified_gmt":"2023-09-22T20:28:29","slug":"sicilia-capo-nord-su-un-velocipede-ottocentesco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/?p=219988","title":{"rendered":"Sicilia Capo Nord su un velocipede ottocentesco"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h1>Sicilia &#8211; Capo Nord su un velocipede ottocentesco<\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Buongiorno,<\/p>\n<p>sono fiero di presentarvi quella che potrebbe essere l\u2019impresa cicloturistica dell\u2019anno che ha visto il passaggio anche per la splendida Sicilia:\u00a0il\u00a0<strong>primo biciclo della storia<\/strong>\u00a0ad arrivare a Capo Nord dopo\u00a0<strong>6700 km\u00a0<\/strong>di pedalata, con\u00a0<strong>47.000 mt\u00a0<\/strong>di dislivello. Partito dall\u2019ultima spiaggia della Sicilia a Portopalo di Capo Passero (SR) fino a Capo Nord in\u00a0<strong>78 tappe<\/strong>, distribuite in\u00a0<strong>3-4 mesi<\/strong>, pieni zeppi di imprevisti. Tutto\u00a0<strong>senza sponsor\u00a0<\/strong>e in sella a una replica di un biciclo degli anni 1870-1890, passando lungo questo itinerario:<\/p>\n<p>la costa\u00a0tirrenica della Calabria, Salerno, Napoli, Latina, Roma, Viterbo, Orvieto, Firenze, Prato, Bologna, Ferrara, Padova, Bolzano, Innsbruck, Monaco, Regensburg, Repubblica Ceca, Lipsia, Berlino, Lubecca, penisola dello Jutland in Danimarca, e poi in Svezia da G\u00f6teborg a \u00d6stersund, ad Arieplog, lungo la selvaggia strada mediana centrale, e infine in Norvegia attraverso le splendide isole Lofoten e Senja e i fiordi dopo Tromso.[\/vc_column_text][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219990&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219993&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]E\u2019 una notizia non solo bella e piena di motivazione, ma anche leggera e adatta all\u2019intrattenimento, con un potenziale commerciale incredibile, i cui numeri si possono vedere per esempio da questo video ripreso casualmente:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/fb.watch\/jVxQ8DfXWa\/\">https:\/\/fb.watch\/jVxQ8DfXWa\/<\/a><\/p>\n<p>Credo che voi siate tra i pochi Media a comprendere la portata di quello che ho fatto, gli altri purtroppo hanno preferito l\u2019impresa a Capo Nord su una Panda o su una Renault 4 \u2026<\/p>\n<p>Qui sotto segue la traccia-resoconto:<\/p>\n<p>Sono tantissimi i modi in cui ogni anno ognuno intraprende la propria sfida per arrivare fino a Capo Nord, ma il modo in cui l\u2019ha compiuta Massimo Zaffari, classe 1973, padovano residente da 27 anni tra Laives e Bronzolo (BZ), Maresciallo dei Carabinieri di stanza al 7\u00b0 Reggimento \u201cTrentino Alto Adige\u201d, ha tutti i tratti di una prova d\u2019altri tempi, difficile da inquadrare: un gesto che ha il sapore dell\u2019avventura, a met\u00e0 strada tra l\u2019impresa e la goliardia.\u00a0<u>Un viaggio cicloturistico con\u00a0<strong>tenda e sacco a pelo,<\/strong>\u00a0su una \u201cbici\u201d di\u00a0<strong>21 kg<\/strong>,\u00a0<strong>senza marce<\/strong>, senza\u00a0<strong>ammortizzazioni<\/strong>, quasi senza\u00a0<strong>freni<\/strong>\u00a0(tanto che \u00e8 necessario appiedare per certe discese) e con una\u00a0<strong>resistenza aerodinamica doppia<\/strong>\u00a0rispetto a una bicicletta normale.<\/u><\/p>\n<p>Cordiali saluti<\/p>\n<p>Massimo Zaffari[\/vc_column_text][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219994&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219995&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Anche se mi sono allenato per 5 anni tra il ghiaccio e le nevi delle Dolomiti e questo \u00e8 stato il mio 4\u00b0 tentativo (inverno e primavera con giri massacranti), devo dire che non sono mai partito con l\u2019idea di realizzare un\u2019impresa atletica. Per me lo sport non \u00e8 vincere gare, ma cavalcare emozioni, inseguire sogni, vivere magie, magari dentro un grande Viaggio. Certo, volevo anche<strong>\u00a0mettere alla prova i miei limiti fisici<\/strong>, ma quello che volevo\u00a0veramente era riscoprire quel desiderio di\u00a0<strong>restare stupito da me stesso<\/strong>. Per questo, mi sembrava che l\u2019uso di un mezzo bellissimo e originale fosse una buona garanzia; mi sembrava che un mezzo tanto assurdo quanto affascinante fosse degno di una delle mete pi\u00f9 belle d\u2019Europa. E cos\u00ec a fine febbraio sono partito col mio velocipede, \u201cLa Penny\u201d, per unire i\u00a0<strong>due estremi sud e nord\u00a0<\/strong>di questo continente, nella mia personale \u201c<strong><em>Europe: coast to coast<\/em><\/strong><em>\u201d<\/em>. Cos\u00ec non solo ho visto paesaggi e citt\u00e0 di una bellezza mozzafiato, ma grazie alle propriet\u00e0 magnetiche e ipnotiche della mia Penny, ho potuto anche incontrare tante persone e capire se, e come, cambiano le caratteristiche degli europei (peraltro meno di quello che mi aspettavo).\u00a0<u>Sono proprio le persone che fanno la differenza tra un grande viaggio e il semplice itinerario<\/u>. Per arrivare a questo, bisognava entrare nelle case delle persone, per una colazione, uno spuntino, o addirittura una notte intera. A tavola si possono capire tante cose di una cultura diversa dalla tua.<\/p>\n<p>Ho fatto di tutto per vivere un viaggio incentrato sull\u2019<strong>incontro di nuove persone<\/strong>. E il successo mi \u00e8 stato servito su un piatto d\u2019argento nel momento in cui, un mese prima della partenza, ho visto volatilizzarsi il mio gruzzoletto di 5000 Euro, accumulato in anni. E cos\u00ec sono\u00a0<strong>partito con 16,47 Euro<\/strong>, una somma talmente ridicola che mi ha obbligato a cercare il contatto umano per ricevere aiuto e ospitalit\u00e0. La Sicilia e il Sud dell\u2019Italia sono stati una buona palestra per imparare a trattare (ospitalit\u00e0 per amicizia). Gli alloggi della Sicilia per esempio sono merito di Sandro Contarino e di Sante Parisi a Siracusa. Ho dormito a casa di perfetti sconosciuti che mi hanno accolto come uno di famiglia: il primo alloggio da uno sconosciuto l\u2019ho trovato per es. ad Acireale, da Fabrizio Cosenza. Successivamente ci sono state le parrocchie di Rombiolo, Scalea e Montevarchi; le case di sconosciuti incontrati per strada come Pio Perruzzini e Alessandra Croci, Pasquale da Orvieto, o di colleghi amici come Marco Apolloni, Stefano Gabrielli, Fabio Del Tessandoro e Lorenzo Mondo. Mas il caso pi\u00f9 incredibile \u00e8 quello di una famiglia in Norvegia che dopo 30 secondi di conversazione, mi hanno lasciato le chiavi di casa, scusandosi che non potevano stare con me perch\u00e9 erano in partenza per le vacanze. Sono decine le persone che mi hanno aiutato, e\u00a0tanti di loro hanno poi ricevuto una mia cartolina di ringraziamento. Ma incredibile \u00e8 il numero di persone, credo una decina che ho incontrato ripetutamente, 2-3 anche 4 volte durante il viaggio, anche a distanza di 1 mese dal primo incontro. C\u2019era chi mi conosceva per sentito dire: ero noto come \u201cMassimo il Siciliano\u201d.<\/p>\n<p>Ho viaggiato con un\u2019attitudine quanto pi\u00f9 divertita e ottimista possibile, nonostante la mia totale imperizia davanti alle varie\u00a0<strong>rotture meccaniche:\u00a0<\/strong>8 raggi e 4 cuscinetti, la cui sostituzione \u00e8 stata possibile grazie alle persone incontrate sulla strada (come quella volta miracolosa che con i cuscinetti completamente andati, ho incontrato in una cittadina deserta della Sassonia l<strong>\u2019unico costruttore di velocipedi di tutta la Germania<\/strong>!!). Ottimista anche dopo il mio incidente da caduta a Viterbo (che mi ha bloccato per 2 settimane) e che mi ha portato in seguito una strisciante ansia per via degli interminabili acciacchi alla gamba destra, che per\u00f2 mi hanno portato a incontrare un totale di\u00a0<strong>20 fisioterapisti, 2 olistici, 2 massaggiatori\u00a0e 1 santone<\/strong>. Quest\u2019ultimo, in un campeggio delle Lofoten, mi ha praticato un massaggio alla schiena, mentre ero steso su un tavolo da picnic proprio quando ha iniziato a piovere. Sono arrivato a improvvisare anche l\u2019<strong>agopuntura cinese<\/strong>\u00a0(mai praticata prima), sulla base di una videochiamata a distanza: dopotutto ero nell\u2019estremo nord della Svezia, in mezzo al nulla, senza nessuno che potesse darmi un\u2019occhiata, e non avrei potuto neanche prendere un treno per ritirarmi. Quindi dovevo rischiare il tutto per tutto. E comunque mi\u00a0dicevo sempre: io lass\u00f9 ci arriver\u00f2 a qualunque costo, anche con le ruote quadrate! Per non parlare del <strong>Dumpster Diving<\/strong>, quella pratica usatissima dai cicloturisti in Norvegia, a cui non avrei mai e poi mai pensato di ricorrere in tutta la vita, ma che lass\u00f9 invece \u00e8 un\u2019istituzione.[\/vc_column_text][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219996&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;1\/2&#8243;][vc_single_image image=&#8221;219997&#8243; img_size=&#8221;large&#8221; alignment=&#8221;center&#8221; onclick=&#8221;link_image&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column][vc_empty_space][vc_column_text]Ho applicato anche un bel po\u2019 di\u00a0<strong>improvvisazione<\/strong>, come per esempio l\u2019<strong>itinerario\u00a0<\/strong>che, in linea col mio spirito pioneristico, ho cambiato pi\u00f9 volte (come quella volta che ho aggiunto 400 km e 6000 mt di dislivello, deviando dalla Svezia verso le magnifiche isole norvegesi\u00a0 Lofoten e Senja, rischiando per\u00f2 la disfatta visto che l\u00ec la settimana prima c\u2019erano venti a 55 km\/h); o come il piano di rientro, che non c\u2019\u00e8 mai stato: infatti ho sempre pensato all\u2019impresa come una specie di\u00a0<strong><em>Suicide Mission<\/em><\/strong>, in cui avrei dovuto abbandonare la Penny sotto il globo di Capo Nord; tutto ci\u00f2 perch\u00e9 non esisteva un piano di recupero del velocipede, e speravo in un ritorno in autostop su un camper di italiani.<\/p>\n<p>Ma anche un bel po\u2019 di\u00a0<strong>strategia<\/strong>, come quando, obbligato da un piccolo incidente alla schiena, ho dovuto abbandonare i vestiti invernali negli ultimi 1000 km prima di Capo Nord, per alleggerirmi: anche qua ho dovuto scegliere tra la comodit\u00e0 del calduccio e l\u2019impresa. Ma per fortuna, per temprarmi e resistere al freddo, mi ero preparato tanto, anche con immersioni invernali sotto la superficie ghiacciata dei Laghi di Bolzano. Da Viterbo a Berlino (1500 km) quasi tutti in\u00a0<strong>controvento<\/strong>, con tanti giorni di pioggia. Infatti se c\u2019\u00e8 una cosa che tutti noi ciclisti odiamo \u00e8 il controvento: e cos\u00ec ero sempre incollato alle previsioni del tempo per decidere orario di partenza. Anche di notte, da solo, perch\u00e9 a mezzogiorno sarebbe arrivato l\u2019immancabile controvento. E allora strategicamente mi sono trasformato\u00a0<strong>da ciclista in navigatore<\/strong>, in modo da sfruttare o evitare i venti, e stancarmi il meno possibile (ripeto che questa bici non ha le marce).<\/p>\n<p>Ho combattuto contro la mia ancestrale\u00a0<strong>paura di animali\u00a0<\/strong>come lupi, orsi, alci e persino i ghiottoni (ghiotti di cosa?, mi son chiesto per tutti i 1500 km della Svezia). Tra questi, per fortuna, ho incontrato solo 2 imponenti alci; ma anche renne, castori, volpi, aquile e addirittura 2 balene. Come deterrente avevo lo spray al peperoncino, ma anche dei fiocchi d\u2019avena, ma anche tante canzoni da cantare da solo, possibilmente in pi\u00f9 tonalit\u00e0, in modo da sembrare in tanti.<\/p>\n<p>Ma la soddisfazione di aver realizzato un\u00a0<strong>sogno<\/strong>\u00a0che avevo fin\u00a0<strong>da quando ero un bambino che fissava carte geografiche<\/strong>\u00a0appese al muro, va di pari passo con il ricordo di tutte quelle persone piene di sentimenti ed emozioni che ancora<em>\u00a0<\/em>mi porto nel cuore. Con il racconto della mia avventura, spero tanto di essere riuscito a ispirare qualcuno a osare, a uscire dalla routine, a mettersi in gioco per provare a superare i propri limiti. La cosa pi\u00f9 importante \u00e8 continuare a\u00a0<strong>rimanere stupiti di s\u00e9 stessi<\/strong>. Credo che la meraviglia sia la migliore arma contro la depressione.<\/p>\n<p>Per approfondimenti, foto e video con numerosi aneddoti di viaggio: Instagram <strong>@massimo_zaffari<\/strong>, autore del libro-diario: <strong>\u201cTra spazio e tempo: dopo Annibale, Superzaf\u201d<\/strong>[\/vc_column_text][vc_empty_space][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Sicilia &#8211; Capo Nord su un velocipede ottocentesco &nbsp;  [&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":219991,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[155,54,11],"tags":[],"class_list":["post-219988","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cicloviaggiatori","category-diario-di-viaggio","category-viaggi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/219988","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=219988"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/219988\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=219988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=219988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/demo.cicloturismo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=219988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}