Cicloturismo e borghi italiani: la nuova frontiera del turismo sostenibile
Come la bicicletta sta cambiando il modo di viaggiare in Italia, tra piccoli paesi, economia locale e paesaggi dimenticati.
Negli ultimi cinque anni, il cicloturismo è diventato una delle forme di viaggio più in crescita in Italia. Non si tratta solo di sport o di avventura: è un modo diverso di vivere il territorio, con lentezza e rispetto.Secondo i dati di Legambiente, nel 2024 oltre 9 milioni di italiani hanno scelto di pedalare almeno una vacanza su due ruote. Ma ciò che colpisce è il nuovo trend: la riscoperta dei borghi minori.
Quando la bici fa rinascere i piccoli paesi
Da nord a sud, decine di comuni stanno investendo su infrastrutture ciclabili, ostelli diffusi e servizi dedicati ai viaggiatori su due ruote.
Un esempio virtuoso è il progetto “Borghi Bike” in Umbria, che collega Spello, Bevagna e Montefalco con percorsi ciclabili tra oliveti e vigneti. Ma esperienze simili stanno nascendo anche in Abruzzo, nel Molise e in Basilicata.“Ogni cicloturista spende in media 90 euro al giorno tra alloggio, pasti e servizi locali”, racconta un operatore turistico di Norcia. “È un turismo che lascia valore, non solo impronte”.
Un’Italia da riscoprire a pedali
Il futuro del turismo sostenibile passa dalle ruote sottili della bici. Non serve essere atleti: bastano curiosità e voglia di lasciarsi sorprendere.Tra una salita e una discesa, si scoprono storie, sapori e volti di un’Italia autentica, quella che vive lontano dalle autostrade e dai resort affollati.
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