Negli ultimi anni, il cicloturismo sta vivendo una crescita che pochi avrebbero previsto. Secondo l’ultimo rapporto Isnart–Unioncamere, oltre 33 milioni di presenze turistiche nel nostro Paese sono legate alla bicicletta. È un segnale chiaro: la bici non è più solo sport, ma una vera forma di turismo esperienziale e sostenibile.
Un Paese da scoprire a pedali
Dalle Dolomiti alla Sicilia, l’Italia si sta riscoprendo ciclabile. Le grandi dorsali come la Ciclovia del Sole, l’Adriatica o la VenTo lungo il Po stanno unendo territori e comunità, offrendo itinerari di centinaia di chilometri che attraversano borghi, campagne e aree naturali protette.
Non serve essere atleti: sempre più viaggiatori scelgono e-bike e percorsi facili, trasformando il cicloturismo in un’esperienza inclusiva, adatta a famiglie e neofiti.
Economia locale e sostenibilità
Ogni cicloturista spende mediamente più di un turista tradizionale, secondo i dati ENIT. Non solo per l’alloggio, ma per il cibo locale, i piccoli artigiani e i servizi sul territorio. È un turismo che lascia un impatto economico positivo e leggero sull’ambiente, senza traffico né rumore.
La sfida delle infrastrutture
Restano però le criticità: la discontinuità delle piste ciclabili, la segnaletica spesso carente e la mancanza di strutture “bike friendly” in alcune aree. Tuttavia, molte regioni stanno investendo in reti integrate e servizi dedicati, come il trasporto bici sui treni o le ciclovie interregionali.
Un turismo che cambia prospettiva
Il cicloturismo non è solo un modo diverso di viaggiare: è un modo diverso di guardare il territorio. Significa fermarsi nei luoghi minori, ascoltare le storie di chi li abita e riscoprire il valore del tempo.
In un’Italia che vuole essere più sostenibile e autentica, la bicicletta è già una chiave per il futuro del turismo.








